ANTROPOLOGIA - L'ARTE COME PRODOTTO CULTURALE

 L’ARTE COME PRODOTTO CULTURALE


CREATIVITÀ E CULTURA

LA CREATIVITÀ CULTURALE

- La capacità di creare nuove forme culturali è legata alla quella  caratteristica dell’essere umano, ossia la sua produttività infinita.

- CREATIVITÀ CULTURALE = è la possibilità di produrre qualcosa di nuovo o dare un senso diverso a oggetti, abitudini, comportamenti, o modelli culturali a disposizione. Essa si manifesta principalmente in campi come l’arte, la scienza o la tecnologia.


ESEMPI DI CREATIVITÀ CULTURALE

- I LUO (=agricoltori del Kenya), conoscono da tempo la Coca Cola, ma l’uso che ne fanno non ha nulla a che fare con l’alimentazione. Essa è riservata alle cerimonie d’iniziazione maschile all’età adulta. È una bevanda PRESTIGIOSA, COSTOSA che viene da lontano e che è destinata alla celebrazione di occasioni importanti.

- associazione femminile, chiamata SANDE (=in Sierra Leone): loro, una volta che raggiungono l’età adulta, si vestono all’occidentale per contestare gli uomini che vorrebbero chiudere l’associazione e controllarle meglio.


LA FESTA COME MOMENTO CREATIVO

- FESTA: è un tratto universalmente diffuso nelle società umane, al pari del gioco e del rito. Esse, come i riti e i giochi, mettono in moto comportamenti che riguardano TUTTA la collettività.

- La FESTA segna una rottura dell'ordinario della vita → tutte e tre scandiscono il TRASCORRERE DEL TEMPO.

→ Esempio gioco: giochi olimpici nell’antica Grecia (ogni 4 anni)  servivano da veri e propri calcolatori del tempo.

→ Esempio rito: riti religiosi e di commemorazione dell’antichità.


LA DIFFERENZA FRA RITO E FESTA

- Differenza FONDAMENTALE fra RITO e FESTA:

RITO: ha un “centro” e una “periferia”; in esso agiscono uno o più officianti i cui gesti e le cui parole scandiscono le fasi della cerimonia.

FESTA: rappresenta la tendenza a moltiplicare i centri; all’interno di essa si creano gruppi e sottogruppi autonomi. I partecipanti si sentono coinvolti in un processo collettivo dove le differenze tradizionali si azzerano o si riducono; gli individui possono sperimentare un senso di libertà d’azione e d’espressione → es: carnevale.


LE FUNZIONI DELLA FESTA

- Ma perché si parla di festa come momento creativo? → questa creatività consiste nella possibilità, che nella festa, si compiano accostamenti inediti di eventi, fatti, parole, azioni. 

- Durante il carnevale, per esempio, la coesione sociale e il rispetto della gerarchia vengono espressi mettendo in scena il loro contrario, ossia il CONFLITTO e la CONTESTAZIONE.


L’ARTE, LE ARTI E L’ESPRESSIONE ESTETICA

ARTE, UN CONCETTO “VICINO ALL’ESPERIENZA”

- Un campo dell'attività umana a cui colleghiamo immediatamente la creatività → ARTE.

- Un’antropologo di nome Clifford Geertz, ritiene che l’arte rientra in quella categoria di concetti che lui stesso ha chiamato “vicini all’esperienza” → sono quei concetti, che all’interno di una cultura, chiunque può utilizzare naturalmente e senza sforzo per definire ciò che vede, sente, pensa o immagina.


LE ARTI

- Le arti, si dividono in ARTI VISIVE e ARTI NON VISIVE:

→ Arti visive: comprendono le arti PLASTICHE (=scultura) e le arti GRAFICHE (=pittura), ma anche categorie come la danza, il teatro e il cinema.

→ Arti non visive: sono la poesia, la musica e il canto, poiché in questo caso è il SUONO a prevalere sull’aspetto visivo.


L'ESPRESSIONE ESTETICA

- In tutte le culture ci sono modi di accostare colori, forme, parole, suoni e movimenti del corpo i quali provocano, su chi li produce, li osserva e li ascolta, uno STATO PERCETTIVO capace di suscitare reazioni e stati d’animo diversi  da quelli inerenti a determinate immagini.

- Per far si che ci sia una percezione estetica c’è bisogno che esista un qualcosa che suscita questo tipo di reazione → es: AUTOMOBILE: noi possiamo aver visto mille volte un tipo di auto, ma solo quando la osserviamo bene iniziamo a valutarla che sia per la sua bellezza, colore e così via. Così abbiamo elaborato una percezione estetica complessiva dell’auto.

- Percezione estetica NON ha che vedere soltanto con l’idea di bellezza. Basti pensare che all’interno di una società le persone hanno delle considerazioni estetiche diverse gli uni con gli altri, questo perché esso è un fatto SOGGETTIVO (es: ciò che è ritenuto alla moda e cosa non più).


LA NATURA CULTURALE DELL’ESPRESSIONE ESTETICA

- ESPRESSIONE ESTETICA = è un dato universale, poiché tutte le società praticano arti e producono un qualche oggetto o eseguono qualche performance capace di generare sensazioni di tipo estetico

- Questo succede perché i modelli estetici sono condivisi da un certo numero di individui → ciò significa che la produzione estetica di una data cultura è collegata ai valori, o alla visione del mondo che sono tipici di una certa comunità. (es: arte Medioevo → dedicata SOLO a soggetti di natura sacra poiché la cultura del tempo era orientata in senso religioso).


LE ARTI COME PRODOTTI CULTURALI

LA DEFINIZIONE DI “ARTE AFRICANA”

- Non tutte le culture sviluppano allo stesso modo quello che noi chiamiamo arte → es: ARTE AFRICANA.

- ARTE AFRICANA = s’intende una serie composita di attività estetiche sviluppate dalle popolazioni a sud del Sahara; questa arte si è concentrata principalmente sulle arti plastiche, in particolar modo sulla SCULTURA.


LE SCULTURE AFRICANE

- Nell’Africa subsahariana la scultura in legno e bronzo è particolarmente DIFFUSA; queste opere sono espressione di una sensibilità estetica estremamente raffinata.

- “arte africana” → è una categoria coniata in Occidente, troppo generica e riduttiva a fronte della grande varietà di forme locali in cui si è tradotta la produzione estetica dei popoli di questo continente.


I KALABARI DELLA NIGERIA: LE SCULTURE COME “CASA” DEGLI SPIRITI

- I Kalabari considerano le sculture come oggetti in cui gli spiriti vengono ad abitare.

- più che bella o brutta, una scultura viene definita buona o cattiva, a seconda che sia o non sia in grado di attirare uno spirito.

- Quello che noi vediamo della scultura deve riuscire  raggiungere questo scopo, perché se essa non dovesse comunicare le immagini adatte, potrebbe essere abitata da uno spirito diverso da quello che si desidera che la abiti, e ciò potrebbe causare un danno non solo per lo scultore, ma anche per chi la possederà.


LA RELATIVITÀ DEI CRITERI ESTETICI

- Tra i Kalabari l’apprezzamento estetico non esiste in relazione alle sculture, perché sono altri i criteri in base ai quali tali sculture vengono giudicate. 


DESTINAZIONE SOCIALE E CRITERI DI FABBRICAZIONE

- La stessa attività creativa può avere modalità di espressione diverse all’interno dello stesso tipo di arte.

- Esempio →  gli Yoruba della Nigeria sono conosciuti per due tipi di maschere: 

→ le maschere egungun: di soggetto sacro (=impersonificano l'antenato e sono usate solo in determinati rituali).

→ Le maschere gelede: di soggetto profano (=raffigurano le situazioni o i soggetti più svariati)

- La produzione delle maschere egungun è legata ai criteri di produzione limitati, le maschere gelede vanno incontro a cambiamenti tematici e a innovazioni formali che possono derivare dalla volontà di committenti o dalla fantasia degli scultori.


CANONI ESTETICI E MODELLI CULTURALI

- I criteri estetici variano anche all’interno di una stessa società (es: gusti, preferenze, giudizi estetici)

- Esempio: visita al museo con la proprio classe → si hanno divergenze di vedute riguardo a un opera d’arte. 

- Questo per dire che non esistono canoni estetici UNIVERSALI e che l’espressione estetica nelle diverse culture dipende da un’ampia varietà di fattori, come il genere del prodotto, i valori, l’uso che se ne fa, il destinatario…


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